Sul 1 Maggio

Campo San Giacomo, Trieste

Ci presentiamo verso le 11, siamo tante e tanti, di diversi settori; tecnici audio, video e luce, facchin*, scaffolder, ma anche attori e attrici, musicisti, produzioni ed operatori museali. Siamo l’assemblea dei lavoratori e lavoratrici dello spettacolo e le nostre richieste sono le stesse per tutt* e l’abbiamo detto molte volte nell’arco di queste due giornate, si tratta delle 4 parole che più abbiamo usato ovvero; Libertà, reddito, salute e sicurezza sul lavoro.

Primo intervento del nostro portavoce alla manifestazione creatasi in Campo San Giacomo

Libertà

La libertà di incontrarci, di confrontarci e, specie dopo i recenti fatti, la libertà di manifestare.
Quanto accaduto ieri la vediamo come la comprova di quanto le FDO siano in preda a manie di onnipotenza, bombardati da decreti provvisori in continuo cambiamento e troppo facilmente interpretabili in modo arbitrario il che sottolinea quanto poco siano in grado di gestire l’emergenza in corso.

Come si evince dalla foto i tre “facinorosi” erano ben distanziati e muniti di mascherina, come esige la normativa (per quanto assurdo possa essere mascherarsi “en plein air” quando già si è ben lontani l’uno dall’altro). Ciò che ha creato la situazione di assembramento è stato l’intervento della Digos che senza spendere troppe parole ha cercato dapprima di ripiegare lo striscione per poi strapparlo dalle mani dei manifestanti, creando così inutile tensione ed una situazione di pericolo per la salute di tutte e tutti, loro compresi.

Reddito

È ormai chiaro che gli ammortizzatori sociali creati da governo come tampone al blocco delle attività non sono sufficienti a coprire le spese che ognuno è costretto ad affrontare e non sono abbastanza allargati da comprendere coloro che più ne hanno bisogno da prima dell’emergenza Covid-19.

I molti esclusi che già prima faticavano a chiudere i conti ora sono quasi del tutto abbandonati dalle istituzioni e le poche realtà che hanno cercato di contribuire con piccoli atti di solidarietà, sono stati bloccati dalla Protezione Civile sfruttando la questione sanitaria, nonostante tutte le norme igieniche venissero rispettate dai volontari (vedi la vicenda con l’ass Linea d’Ombra). Questo è vergognoso e inaccettabile.

In aggiunta i canoni d’affitto, le bollette e le regolari spese non si sono fermate, anzi pare che recentemente a molti cittadini siano arrivati dei sostanziosi conguagli da parte dell’Acegas, in compenso le CIG ed i buoni spesa tardano ad arrivare.
Come sottolinea Carlo nel suo intervento, non dobbiamo essere noi a pagare il prezzo di questa crisi

Intervento di Carlo, portavoce dell’assemblea

Per denunciare apertamente la situazione siamo andati alle fonti, ovvero alla sede Acegas ed all’ufficio politiche sulla casa , lasciando dei messaggi ben visibili sui muri:

Salute e sicurezza sul lavoro

Non a caso abbiamo scelto di unire questi due punti che per noi risultano legati a doppio filo.
Senza salute non possiamo sentirci sicuri e ieri abbiamo messo ben in chiaro che non siamo disposti a tornare al lavoro finché non vedremo garantito questo nostro diritto partendo da un’informazione chiara ed accessibile a tutti i cittadini e come fa notare Katarina nel suo intervento a nome degli operatori museali, non solo per clienti di negozi e supermercati ma per tutti i comuni cittadini, compresi coloro che per uno o l’altro motivo non hanno accesso a tali esercizi commerciali.

Intervento di Katarina a nome degli operatori ed operatrici museali di Trieste

La percezione di noi addetti ai lavori è sempre la stessa ovvero la continua ricerca di tutela verso coloro a cui un servizio è rivolto ma senza muovere altrettanta solerzia nel proteggere chi questo servizio lo offre.

Ancora una volta vediamo come i gradini più bassi dell’organizzazione del lavoro siano i meno considerati, siano quelle e quelli che vengono considerati dei “pezzi sostituibili”, mai come fino ad oggi la frase “tanto c’è la fila fuori” è stata così vera.

Per ricordare che siamo e saremo sempre più attenti alla nostra salvaguardia ci siamo presentati in molti con i caschi da lavoro, ci dispiace se qualcuno ha voluto vederci altre cose, noi saremo sempre pronti a manifestare per la nostra e di tutti libertà, per rivendicare i nostri diritti, per difendere il nostro futuro.

Abbiamo visto il primo maggio in piazza molta gente, di ogni età e di varia provenienza ed estrazione sociale.

Solo il metterci in gioco, lo scendere in piazza con i nostri corpi e autotutelarci sia rispetto al virus, sia rispetto alle provocazioni della polizia ha permesso di continuare ad occupare Campo San Giacomo. Dobbiamo dirlo forte e chiaro che siamo per la democrazia, per la libertà di movimento, per la libertà di aggregazione. Distanza di sicurezza non significa distanza sociale, non siamo e non vogliamo essere soli mai, non ci caschiamo nel giochino “state a casa e andrà tutto bene” perchè già prima non andava “tutto bene”.

Nei prossimi giorni saremo di nuovo nelle strade, nelle piazze. 

Ci saremo finchè non avremo REDDITO-SALUTE-SICUREZZA SUL LAVORO-LIBERTA’. 

Il nostro tempo è qui, comincia adesso.

2 pensieri riguardo “Sul 1 Maggio

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